Brioche salata di zucchine

In cerca di un antipasto natalizio o di capodanno che faccia figura? La brioche salata di zucchine che ho preparato oggi potrebbe fare al caso vostro, quindi condivido la ricetta, che è stata un po’ un esperimento.

Nota: per l’impasto ho usato un’impastatrice, cosa che in genere non utilizzo, perché a casa mia non ce l’ho. Se non la possedete, noleggiate Jason Momoa.

Ingredienti

  • 500 gr di farina 0
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 100 ml olio d’oliva
  • 10 gr sale
  • acqua tiepida q.b.

Per il ripieno:

  • 7-8 zucchine romane
  • una cipolla

Tagliate le zucchine a julienne e affettate a velo le cipolle. Rosolatele entrambe – in padelle antiaderenti diverse – con olio, sale e pepe, poi mettetele da parte.

Mettete nell’impastatrice la farina, il sale e il lievito sciolto in tre cucchiai di acqua tiepida. Man mano che l’impastatrice lavora, aggiungete l’olio e poi ancora acqua tiepida – pochissima alla volta, mi raccomando! – finché l’impasto non è liscio e omogeneo. Ponetelo in una ciotola coperta con un tovagliolo e fatelo lievitare un’ora e mezza nel forno spento con la luce accesa.

Trascorso il tempo, impastate di nuovo a mano e stendete un rettangolo di pasta 20×36 cm. Spalmateci sopra prima le cipolle, poi le zucchine, e arrotolatelo. Tagliate il rotolo in sei “tronchetti”, che porrete in una teglia già unta in modo che formino una composizione come nella foto. Coprite e lasciate lievitare un’altra ora e mezza.

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Terminata la seconda lievitazione, fate cuocere in formo preriscaldato a 220 gradi per 10 minuti e poi a 190 gradi per altri 25 minuti.

Questa ricetta è una variante di un piatto tipico natalizio di mia madre, che ho modificato in modo da non utilizzare il burro e le uova. Ricordate di non essere parchi con l’olio, perché l’effetto non deve essere quello della pasta lievita, ma della brioche, ed è fondamentale la presenza dei grassi, in questo caso vegetali.

MEEEEERRRY CHRISTMAS!
MEEEEERRRY CHRISTMAS!

Insalata di black eyed peas

Dopo una lunga assenza, ecco la ricetta di un piatto semplicissimo che mangiavo spesso quando abitavo coi miei. Era uno dei cavalli di battaglia estivi di mia mamma, lo ripropongo spesso anche a Tesoruccio ed entrambi lo adoriamo.

INGREDIENTI

  • 120 grammi di fagioli con l’occhio secchi
  • due carote
  • mezzo sedano
  • sale qb
  • un pizzico di gomasio (facoltativo)

PREPARAZIONE

Mettere i fagioli in ammollo per almeno una notte. Cuocerli in pentola a pressione per mezz’ora dall’inizio del fischio, poi lasciarli raffreddare. In una ciotola grattugiare le carote (opportunamente mondate) e tagliare a rondelle il sedano. Aggiungere i fagioli e due cucchiai di olio, un pizzico di sale (a seconda dei gusti) e, se lo avete, una spolverata di gomasio. Mescolare bene e lasciare in frigo per qualche ora.

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Piatto perfetto per una serata di primavera/estate, magari accompagnato da una teglia di verdure al forno e – neanche a dirlo! – una canzone dei Black Eyed Peas in sottofondo.

Questa canzone mi ricorda sempre il mio viaggio in Australia nel 2009. Un pub in mezzo al nulla, una birra, la Croce del Sud che brillava in cielo. La felicità!

E se vi interessa il binomio fantascienza-Australia, non posso che consigliarvi uno dei miei romanzi preferiti: “L’ultima spiaggia” di Nevil Shute, lo struggente racconto di un continente che attende la fine mentre una nube radioattiva, provocata dalla Terza guerra mondiale, sta per arrivare in Oceania. Triste ma bellissimo, un vero gioiello.

Vegan Cheesecake

Non ho mai concordato con chi schifa la cucina americana tout court, visto che – malgrado le molte deviazioni divenute glocalmente famose – è ricca di ricette che rielaborano tradizioni culinarie europee in modo appetitoso e interessante. Uno dei casi più celebri è il cheesecake, ricetta che sembra affondare le origini nella Grecia classica e che, dopo l’invenzione del formaggio spalmabile Kraft, è diventata uno dei capisaldi della cucina newyorkese.

E se dico New York penso a…

La domanda che mi sono posta in questi anni è: come produrre una cheesecake vegan 100%? Premesso che la vera cheesecake, a mio parere, è quella cotta, ho impiegato qualche anno a elaborarne una versione senza uova e latticini che fosse all’altezza dell’originale. Provare per credere!

Ingredienti per la base

  • 120 gr di biscotti secchi (ovviamente senza uova né latticini);
  • 60 gr di margarina;
  • un cucchiaio e mezzo di zucchero di canna

Ingredienti per la crema

  • 4 confezioni di formaggio spalmabile Valsoia da 125 gr (se ne trovate di altre marche anche meglio: detesto la Valsoia, ma è l’unica simil-Philadelphia reperibile in normali supermercati);
  • il succo di mezzo limone;
  • 100 ml di panna vegetale da montare;
  • 85 gr di zucchero (o fruttosio o quello che vi pare);
  • una bustina di vanillina;
  • 40 gr di maizena

Ingredienti per il topping

  • Quattro cucchiai di panna vegetale montata;
  • un vasetto di yogurt neutro di soia;
  • un cucchiaio di succo di limone;
  • una manciata di fragole o frutti di bosco surgelati o freschi;
  • un cucchiaio di zucchero di canna.

Polverizzare i biscotti nel mixer, poi unirli allo zucchero di canna e alla margarina sciolta a bagnomaria. Una volta ottenuto un composto omogeneo, spalmarlo sul fondo di uno stampo (circa 20 cm di diametro) e metterlo in frigo per un’ora.

…ma penso anche a questo!

In una ciotola capiente mescolare la philadelphia vegetale, lo zucchero, il succo di limone, la vanillina, la maizena, la panna e sbattere con le fruste elettriche fino a ottenere un composto omogeneo. Versare il composto sulla base di biscotti. Infornare a 180 gradi per circa un’ora, o finché il tutto non apparirà ben solido e cotto.

Nel frattempo, sbattere in una ciotola la panna montata, lo yogurt e il succo di limone. In una padella, a parte, far saltare le fragole (o i frutti di bosco o quello che vi pare) con un cucchiaio di zucchero di canna.

Una volta che la torta è cotta e compatta, versarci sopra la crema ottenuta dalla panna e yogurt, poi versare anche le fragole/frutti di bosco.

Riporre in frigo per almeno tre ore.

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Cecio-burger

Novembre sta finendo e si avvicina il prossimo mese, dicembre, che porterà con sé uno degli eventi più sacri dell’anno. Ovviamente parlo dell’uscita al cinema di STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA, i cui trailer (rilasciati tra la scorsa primavera e questo autunno) hanno fatto svenire in blocco migliaia di fan, tra cui la sottoscritta.

Va bene, ho inserito tra i film di Star Wars anche “La minaccia fantasma”, ma solo per questa sequenza.

In attesa di scoprire se dovrò andare a cercare JJ Abrams e ammazzarlo (è ancora in debito per aver stuprato Star Trek), cosa c’è di meglio di un bel ripasso dei sei capitoli precedenti, magari davanti a un CECIO-BURGER grondante ketchup?

INGREDIENTI (per 2 persone)

  • Un barattolo di ceci cotti (circa 240 gr)
  • Due carote
  • Uno scalogno
  • 100 gr di farina 0 (o integrale)
  • pangrattato
  • un pizzico di bicarbonato
  • sale

PREPARAZIONE

Tagliare le carote a pezzetti e cuocerle al vapore. Quando sono pronte, metterle nel mixer insieme ai ceci, allo scalogno e a un pizzico di sale e frullare fino a ottenere un composto omogeneo. A quel punto aggiungere il pan grattato finché il composto non si solidifica; toglierlo dal mixer e usarlo per formare due hamburger. Mettere gli hamburger in forno a 200 gradi per circa venti minuti.

In una ciotola mettere la farina con un po’ di sale e un pizzico di bicarbonato. Aggiungere acqua tiepida, lavorare l’impasto fino a renderlo liscio, poi dividerlo in quattro parti. Stendere le quattro parti con un mattarello fino a ottenere delle piccole piadine tonte, infine cuocerle sulla piastra bollente.

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Quando pane e burger sono pronti, formare dei panini (magari con un po’ di insalata e un pizzico di ketchup nel mezzo). Nota: lo scalogno darà al cecio-burger un retrogusto piccantino buonissimo, ma va da sé che, se non amate quel genere di sapori, sarà meglio non mettercelo.

“Se i droidi fossero in grado di pensare, noi che ci staremmo a fare?” (Come fai a non amarlo? <3)

Film di accompagnamento suggerito: tutta la saga di Star Wars, vecchia e nuova, perfino Episodio I. E se qualcuno mi tocca “L’attacco dei cloni” ammazzo anche lui. Sciò!

Vellutata ai colori d’autunno

Lo scorso weekend, in occasione di una convention di fantascienza a Milano, sono andata a trovare la mia socia-amica-alter ego (che chiameremo B. per tutelare la sua privacy e la sua dignità). B. è famosa per la sua cucina, che è stata esportata in diverse zone di guerra e usata come forma di tortura riconosciuta dall’ONU. Domenica scorsa, mente lei portava i piatti in tavola e noi commensali cercavamo una via di fuga, ho notato una pentola con una strana brodaglia che ho temerariamente assaggiato: quale sorpresa nel realizzare che si trattava di un rudimentale ma gustoso passato di cavolfiori e carote, a cui B. mi ha detto di aver aggiunto anche lenticchie rosse, zucchine e sedano!

Il signor Renfield prima di assaggiare i cupcake di B.

Tornata a casa, ho pensato di riprodurre il suo esperimento trasformandolo in una saporita vellutata, perfetta con questo clima. Ho eliminato le due verdure non più di stagione (zucchine e sedano) e devo dire che, oltre a essere molto buona, la vellutata è stata anche semplice e rapida da preparare.

Il signor Renfield dopo aver assaggiato i cupcake di B.

INGREDIENTI (per 2 persone)

  • Un cavolfiore piccolo o mezzo cavolfiore grosso;
  • due grosse carote (o tre-quattro piccole);
  • 150 gr di lenticchie rosse secche;
  • 2 litri d’acqua.

PREPARAZIONE

Mondare cavolfiore e carote e tagliarli a pezzettini. Metterli in una casseruola insieme alle lenticchie secche, aggiungere l’acqua e salare a piacere. Lasciar cuocere per circa mezz’ora, o comunque finché lenticchie e verdure sono cotte e morbide. A quel punto frullare col minipimer fino a ottenere una crema omogenea e – appunto – vellutata (a me piace aggiungere anche abbondante peperoncino). Servire ben calda.

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Film di accompagnamento consigliato: “Dracula morto e contento”

Tortino di riso

Un classico cibo di strada romano è “er supplì ar telefono”, palla di riso al pomodoro impanata e fritta, con un pezzo di mozzarella al centro che, aperta in due, filerà tenendo unite le due estremità (da qui il “telefono”).

Il supplì vanta numerosi e patetici tentativi di imitazioni in altre regioni d’Italia, ma l’unico e il solo resta quello romano. Statece.

Una versione estesa del supplì di riso è il tortino di riso, uno dei cavalli di battaglia di mia nonna: a differenza del supplì viene cotto al forno, quindi non fritto, ed è più rapido da preparare. Per trasformarlo in un alimento più sano e light e riproporlo a cadenza regolare sulla nostra tavola, ho elaborato una sua versione senza latticini e uova, che però rimane saporita e compatta.

INGREDIENTI

  • 300 gr riso parboiled integrale;
  • 100 gr di mozzarella di riso (io uso la Chicca);
  • un cucchiaio e mezzo di farina di ceci;
  • uno spicchio d’aglio;
  • pangrattato o mais tritato da panatura (perfetto per il celiaci);
  • passata di pomodoro q.b.

La mozzarella vegetale si può anche fare in casa, dipende da quanto tempo e voglia avete. Di solito per il tortino uso quella già pronta: non è molto economica (quasi 4 euro per 200 gr), ma ce ne metto solo mezza e l’altra metà la congelo per la volta successiva.

PREPARAZIONE

Cuocere il riso e scolarlo. Nel frattempo, cuocere in un pentolino un po’ di passata di pomodoro insaporendola con un po’ di sale e uno spicchio d’aglio (che poi toglieremo). Aggiungere il pomodoro al riso in modo che sia rosso ma non troppo liquido; poi sciogliere la farina di ceci in tre cucchiai e mezzo d’acqua, finché non diventa un composto omogeneo. Aggiungere il composto al riso, lasciandone mezzo dito da parte.

Versare metà del riso in una teglia da forno di piccole dimensioni (la mia è quadrata con 20 cm scarsi di lato), poi affettare la mozzarella e coprire col restante riso. Spennellare la superficie con quello che rimane della farina di ceci sciolta e spolverare con pangrattato (o col mais tritato da panatura, che è quello che vedete in foto).

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Cuocere a 220 gradi per circa mezz’ora, o comunque finché la superficie non diventa bella croccante (negli ultimi minuti potete aiutarvi col grill). Buon appetito!

Film d’accompagnamento suggerito: “ET L’extraterrestre”, ovviamente nella versione del 1982 con il pupazzo di Rambaldi e non quell’orrore in CGI della riedizione 2002.

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PS La stessa identica ricetta può essere utilizzata per preparare supplì di riso vegetali 100%; in quel caso vanno formate palle di riso, al centro va messa la mozzarella, vanno passati nella farina di ceci liquida e poi nel mais o nel pangrattato. A quel punto si possono sia friggere che cuocere al forno.

Zuppa di porri e ceci

Settembre procede, l’equinozio si avvicina: alle spalle un’insoddisfacente estate, davanti la stagione autunno/inverno in arrivo. Come dicono gli Stark, “Winter’s coming”.

Sono tornata perciò a preparare le mie adorate zuppe, seguendo gli insegnamenti (utilissimi per la mia generazione) della cucina povera del dopoguerra: più acqua ci metti, più riempirà lo stomaco con pochi soldi. Tutte le partite Iva d’Italia mi capiranno.

Ecco perciò un esperimento che ho fatto dopo aver trovato un bel mazzo di porri freschi in offerta: la zuppa di ceci e porri. Vi avverto però che va preparata con diverse ore di anticipo, possibilmente la sera prima: ha bisogno di riposare molto per essere gustata al meglio.

Ingredienti (per due persone)

  • 280 gr circa di ceci cotti
  • quattro grossi porri
  • sale e peperoncino
  • acqua

Mondare i porri eliminando la parte verde e sminuzzarli con un coltello. Scaldare un cucchiaio d’olio sul fondo di una casseruola, aggiungere i porri, salarli e aspettare che appassiscano per bene, mettendo su il coperchio per farli cuocere nella loro stessa acqua. Quando sembrano già cotti, aggiungere i ceci e un litro d’acqua (NB io detesto il sapore del dado da brodo, quindi non lo uso). Far bollire finché l’acqua non si ritira e non resta una zuppa cremosa. Aggiungere un pizzico di peperoncino a seconda dei gusti, lasciarla a fuoco basso qualche altro minuto e poi spegnere. Occorrerà qualche ora perché sia riposata a sufficienza: servirla con fette di pane integrale e un filo d’olio.

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Bevanda di accompagnamento suggerita: tisana al finocchio.

Programma televisivo d’accompagnamento suggerito: Walker Texas Ranger.

“The eyes of a ranger are upon you, any wrong you do he’s gonna see.”